Che cos’è Slow Food?

Slowfood, letteralmente “cibo lento”.

Slowfood è un movimento culturale internazionale senza scopo di lucro il cui obiettivo è quello di promuovere una cultura alimentare genuina, equa e sostenibile, a salvaguardia della biodiversità, delle produzioni di piccola scala e delle tradizioni enogastronomiche di ogni parte del mondo. Slowfood nasce come risposta al dilagante diffondersi della cultura dei fast food e all’inevitabile omologazione dei sapori, e s’impegna pertanto a diffondere una filosofia alimentare per l’appunto “lenta” ed al contempo consapevole e rispettosa del territorio, delle tradizioni e degli ecosistemi. Slowfood riporta in tavola il diritto al vivere il pasto come un piacere, in contrasto con i dogmi della fast-life: “noi siamo per la tartaruga anzi, per la più domestica lumaca, che abbiamo scelto come segno di questo progetto. È infatti sotto il segno della lumaca che riconosceremo i cultori della cultura materiale e coloro che amano ancora il piacere del lento godimento. “

Slowfood attualmente può contare su una fitta rete di volontari e sostenitori, con i suoi 1.600 Convivium Slow Food presenti in 150 Paesi, che contribuiscono a promuovere i valori dell’associazione. Sul territorio italiano si contano ben 410 condotte e 340 presìdi che coinvolgono oltre 1600 produttori locali. Obiettivo principale dei presìdi è quello di salvaguardare la biodiversità alimentare tutti quei prodotti e peculiarità alimentari territoriali, così come anche alcune tecniche produttive che ad oggi sono in via di estinzione. Tra le mission di slow food c’è anche la salvaguardia della filiera olivicola italiana, con le sue 500 cultivar autoctone che “popolano” l’intera penisola. Ed è per questo che nel 2015 Slow Food ha creato il primo presidio nazionale dedicato all’olio extravergine di oliva, patrimonio millenario, considerato una risorsa importantissima del nostro territorio sia da un punto di vista salutistico, ambientale ma anche sotto il profilo economico. Il presidio ha di fatto permesso di fare luce su tutte le criticità in cui versa l’olivicoltura italiana, una crisi che riguarda da vicino i vari processi di industrializzazione massiva che hanno interessato le tecniche produttive, considerate poco etiche e sostenibili. Ragion per cui l’obiettivo di cui si fa portavoce Slow Food è quello di stimolare i produttori ad adottare pratiche produttive sostenibili, pulite (senza l’uso di fertilizzanti o diserbanti chimici) e a sviluppare un approccio che possa essere quanto più etico possibile al mercato.

La mission del Presidio si è in seguito tradotta con l’istituzione di una Guida agli Extravergini all’interno della quale vengono segnalate le eccellenze italiane della produzione olearia. La Guida fornisce una mappatura dei migliori oli extravergine di oliva presenti sul territorio italiano e permette ai consumatori di orientarsi nel mondo della produzione olearia mentre per i produttori si rivela essere uno strumento indispensabile per raccontarsi e promuovere il proprio lavoro.

Nell’edizione 2021 sono stati recensiti 838 oli provenienti da 1328 realtà differenti. Aziende agricole e frantoi, da nord a sud legate da un sottile filo rosso: la qualità. Tra le tante realtà virtuose che si sono distinte come esempi di sostenibilità e aderenza al territorio oltre che per particolari meriti organolettici, e che Slow Food ha deciso di raccontare tra le proprie pagine, figura anche la nostra realtà imprenditoriale: il Frantoio Oleario Felice Bitetti. Un posto d’onore tra le eccellenze quindi per il nostro Olio extravergine d’oliva da agricoltura biologica prodotto con pratiche agronomiche sostenibili ed ottenuto da cultivar autoctone Coratine, Ogliarola e Frantoio, espressione dei profumi della nostra terra.

Ricevere un simile riconoscimento ci riempie di gioia, ma riconfermarsi tra le eccellenze olivicole per l’ennesimo anno è per noi motivo di grande orgoglio. Un premio che va ad aggiungersi al nostro palmares e che ribadisce il percorso imprenditoriale e di crescita intrapreso tanti, tanti anni fa e che si protrae da ben quattro generazioni. Una storia di amore e di dedizione che affonda le radici in legami antichi e si perde nella notte dei tempi. Ci prendiamo cura dei nostri oliveti e seguiamo scrupolosamente ogni singolo processo della filiera produttiva, nel rispetto delle caratteristiche del nostro territorio cercando di esaltarne i pregi e mantenendo ben saldi i rapporti con la nostra terra, sempre in un’ottica di produzione etica, pulita e sostenibile.

Quest’ultimo prestigioso riconoscimento si va ad aggiungere a quelli conquistati negli ultimi anni:

2011: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva delicato”

2013: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva delicato”

2016: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva biologico”

2017-2018: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva delicato”

2019: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva intenso”

2020: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva delicato”

2021: Premio Slow Food “Olio extravergine d’oliva delicato”

Sono trascorsi ben 10 anni dalla prima volta in cui i nostri prodotti sono entrati a far parte nel novero delle eccellenze olivicole italiane. Il primo riconoscimento ottenuto nella Guida ufficiale Slow Food dedicata agli oli extravergini d’oliva risale infatti al 2011. Noi del Frantoio Oleario Felice Bitetti vorremmo continuare a scrivere altre di queste meravigliose pagine, con l’amore per il nostro lavoro e la dedizione che da sempre ci contraddistingue.

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